Network per la sicurezza offshore
Capitanerie di Porto
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  1. Video di presentazione

L’attività estrattiva in mare, nelle sue molteplici implicazioni, impegna in maniera multifunzionale le principali attribuzioni in materia ambientale, di sicurezza della navigazione e del trasporto marittimo, di polizia marittima e controllo dei traffici di cui il Corpo delle Capitanerie di porto è titolare per legge ed assolve, in regime di responsabilità esclusiva, secondo le tassative prescrizioni delle fonti normative primarie e un coinvolgimento diretto del Corpo anche nella sua veste di articolazione tecnica ed espressione funzionale dei Ministeri delle infrastrutture e dei trasporti, dell’ambiente e delle politiche agricole per i profili correlati di tutela del demanio marittimo, delle zone di prelievo ittico, della sicurezza della navigazione nonché della salvaguardia ambientale, in termini sia di prevenzione che di intervento e coordinamento per la lotta all’inquinamento.
Con 295 uffici marittimi distribuiti lungo i litorali, la dotazione di mezzi aeronavali di immediata prontezza operativa e personale specializzato di provata versatilità, si è in presenza di un’organizzazione diffusa capillarmente, flessibile e snella, costantemente orientata ai bisogni dell’utenza e forte di una pratica di raccordo Inter istituzionale già consolidata a livello locale tra le Autorità marittime e gli UNMIG nell’esercizio ordinario dei rispettivi compiti istituzionali, così da prestarsi al soddisfacimento delle esigenze proprie della DGS secondo una gestione sinergica delle attività.
Nella realizzazione delle missioni di vigilanza e controllo delle aree marine, significativo è stato l’apporto fornito dai mezzi aerei ATR 42MP grazie all’impiego dei sistemi di telerilevamento ambientale in dotazione (visione a raggi infrarossi e SLAR).
A completamento dell’impegno operativo, sono state, altresì, effettuate delle attività di prelievo ed analisi di campioni d’acqua ad opera del personale specializzato LAM, con previsione d’incremento per il prossimo anni da eseguirsi congiuntamente a personale dei laboratori della DGS con l’ausilio della nuova motovedetta d’altura CP 328 a ciò deputata.
In ultimo, è stata processata un’implementazione dello scambio di informazioni tra la Centrale Operativa del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto, la DGS e gli UNMIG al fine, soprattutto, della gestione di eventuali anomalie riscontrate in corso di pattugliamento aeronavale.

Nell’ambito delle attività degli accordi si occupa di:
AttivitàRisultati
PattugliamentiOre di pattugliamento, copertura aree
monitoraggi ambientali Controlli e campionamenti
Motovedetta CP 328Motovedetta adibita a laboratorio mobile

Pattugliamenti
Le attività operative assicurate dalle Capitanerie di Porto ed incentrate nelle zone di sicurezza degli impianti (500 m) hanno prodotto nel 2015 una maggiore incidenza di controlli della zona adriatica e ionica. Queste attività hanno consentito di riscontrare complessivamente 14 infrazioni riguardanti sconfinamenti in area, in violazione a specifiche misure interdittive previste nelle ordinanze di polizia marittima, emanate ai fini della sicurezza della navigazione dai competenti Uffici marittimi.
L’impegno, programmato nell’ottica di una maggiore attenzione alla prevenzione, ha comportato complessivamente oltre 1.131 ore di pattugliamento aeronavale, con copertura dell’intero ambito offshore nazionale, e 7.439 miglia percorse con le sole unità navali dislocate capillarmente lungo le coste.
Particolare attenzione è stata posta nel corso delle missioni di pattugliamento/ispezione da parte degli equipaggi navali al monitoraggio del traffico mercantile con l’ausilio di metodologie di riconoscimento ottico, di sistema (AIS) e radio (interrogazioni via VHF).
Tutte le attività aeree sono state condotte con l’impiego dei sistemi di telerilevamento ambientale (visione a raggi infrarossi e SLAR) per una pronta individuazione di ogni eventuale, anche minimale, sversamento.

Motovedetta e Monitoraggio ambientali
La Capitaneria di Porto, con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione in essere e le linee d’azione individuate in sede convenzionale, per una sempre maggiore sicurezza ambientale degli impianti di ricerca e coltivazione in mare, sta valutando di dedicare, quale ulteriore dotazione strumentale, una seconda motovedetta d’altura da modificarsi nell’allestimento, in analogia alla CP 328, e da destinarsi a laboratorio mobile con dislocamento presso la Capitaneria di Porto di Ancona così da realizzare la copertura dell’intero Adriatico.
I risultati 2015 della collaborazione con il CRIET relativamente al monitoraggio degli impianti sono relativi alla pianificazione dei controlli per avere il quadro emissivo completo delle emissioni liquide e gassose delle piattaforme.