Milano - 11/05/2018
Economie circolari fra produzione e marketing. Modelli ed esperienze a confronto
I risultati di un’indagine quantitativa realizzata da CRIET, IPSOS e LeFAC - TBS sulle imprese italiane
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Il Direttore generale DGS-UNMIG Franco Terlizzeze ha partecipato al convegno Economie circolari fra produzione e marketing. Modelli ed esperienze a confronto che si è tenuto oggi 11 maggio 2018 nell’Auditorium dell’Università di Milano-Bicocca.
Alla base del convegno vi sono i primi risultati dell’indagine nazionale condotta da CRIET–Centro di Ricerca Interuniversitario in Economia del Territorio, in collaborazione con IPSOS Italia e LeFAC – TBS Group, che ha visto la somministrazione di un questionario con metodo CAWI (Computer Assisted Web Interview) a proprietari e manager delle principali aziende operanti in tutta Italia, nel periodo febbraio-aprile 2018.
Il convegno, apertosi con i saluti di Danilo Porro, pro-Rettore alla valorizzazione della Ricerca dell’Università di Milano-Bicocca, si inserisce nel MIH Marketing Innovation Hub – A Professional & Academic Think Tank, nato dalla collaborazione tra CRIET – Università di Milano-Bicocca, TBS Group e IPSOS dedicato ai temi del marketing in un mercato in continua evoluzione. Questa volta il tema è stato quello dell’economia circolare come opportunità di business e di marketing. Un primo momento del convegno è stato dedicato alla presentazione in anteprima dei risultati dell’indagine.
Ecco alcuni dati emersi dalla ricerca. Nel campione delle 152 imprese rispondenti, il 39% opera nell’industria, 13% nei media e comunicazione, 13% nella finanza, 13% nel commercio e 48% in altri servizi. Dal punto di vista della conoscenza, il tema dell’economia circolare è chiaro per meno della metà del campione (40% imprese sotto i 250 addetti segnalate come “piccole”, 46% delle imprese sopra i 250 addetti, segnalate come “grandi”). L’economia circolare è vista soprattutto come un approccio radicale al modo di produrre e utilizzare materiali di scarto, ma anche come efficienza energetica e di risorse. Le pratiche più diffuse riguardano il consumo energetico (62% delle grandi imprese, 48% delle piccole), il conferimento rifiuti per il loro riciclo (48% delle piccole, 40% per le grandi), l’uso di filtri per l’aria (57% delle grandi, 42% delle piccole). Sono tre i cluster individuati nel comportamento delle imprese verso l’economia circolare: il cluster dei “chiusi” (con un’attenzione all’economia circolare sotto la media del campione rispondente), il cluster degli “aperti” (con un’attenzione nella media) e il cluster dei “maturi” (con un’attenzione sopra la media del campione). Tra i fattori che spingono le imprese del cluster “maturi” verso l’economia circolare vi sono la sensibilità al tema dei proprietari/manager (91%) e dei dipendenti (76%). Guardano all’esterno, mercato e clienti incidono sui comportamenti dei rispondenti “maturi”, totalizzando rispettivamente il 61% e il 55% delle risposte. Le imprese che si avvicinano all’economia circolare migliorano la propria performance, specie quella ambientale (69% dei “maturi”, 55% degli “aperti”), la relazione con il cliente (67% dei “maturi”, 49% degli “aperti”), così come i risultati economico-finanziari (33% dei “maturi”, 19% degli “aperti”). Per un’ampia fetta del campione, è soprattutto la reputazione a giovarne (95% dei “maturi” la segnala come primo beneficio, così come il 73% degli “aperti”). Anche l’immagine di marca ne beneficia, secondo l’81% dei “maturi” e il 67% degli “aperti”. Infine, comunicare cosa si fa per essere in linea con l’economia circolare è fondamentale per i rispondenti. Le certificazioni sono lo strumento primario di divulgazione (è così per il 73% dei “maturi” e per il 47% degli “aperti”), seguite dal bilancio sociale (66% per i “maturi”, 33% per gli “aperti”). Il cluster dei “chiusi” invece non coglie questa opportunità, attestandosi sotto il 15% su ogni tool di comunicazione.
“Nelle dinamiche di mercato, il tema delle economie circolari sta assumendo grande importanza e attualità. All’interno di questo tema, CRIET da anni indaga le sfide che le economie circolari pone alle imprese, spingendole verso un nuovo modo di fare business. Come le imprese lo stiano facendo e con quali risultati, è oggetto della ricerca che abbiamo presentato oggi” afferma il prof. Angelo Di Gregorio, direttore di CRIET e responsabile scientifico della ricerca.
“Si tratta di una sfida importante, perché attraverso opportune scelte sia produttive, sia di comunicazione on line e off line, è possibile far coesistere l’efficienza dei sistemi produttivi con una migliore reputazione e, in definitiva, un più favorevole posizionamento competitivo rispetto ai concorrenti” sostiene il prof. Marco Frey, direttore SuM della Scuola Universitaria Superiore Sant’Anna di Pisa.
Sono tre i macro temi evidenziati dai Panelist della tavola rotonda moderata da Andrea Alemanno, Group Director Corporate Reputation di IPSOS Public Affairs: una nuova visione del business, le azioni messe in campo e l’impatto dell’economia circolare sulla reputazione aziendale. Una nuova visione del business: “L’economia circolare è un approccio che porta ad un’innovazione sistemica delle imprese, non solo attraverso un cambiamento nei processi produttivi, ma anche nel modo di interagire tra imprese verso modelli più sostenibili e collaborativi” chiarisce Francesca Cappellaro, Ricercatrice presso il Laboratorio Valorizzazione delle risorse nei sistemi produttivi e territoriali di ENEA. “Per Fondazione Cariplo l’economia circolare qualifica il nostro impegno in tema di sviluppo sostenibile, di crescita economica, di incremento delle opportunità di lavoro configurando una nuova modalità di collaborazione tra pubblico e privato, tra profit e no profit che poggia sulla condivisione di valori, sull’inclusività e su investimenti responsabili”, dichiara Carlo Mango, Direttore Area Scientifica e Tecnologica. “Per noi di Fondazione Cariplo l’Economia Circolare significa muoversi verso l'idea del greening the jobs per ottenere valore ambientale, economico e soci”, chiosa Andrea Flumiani, Membro della Commissione Centrale di Beneficenza di Fondazione Cariplo. Per Pierre-Vincent Dor, Corporate Social Resposability Specialist di LVMH Italia ”L’Economia Circolare è un challenge compatibile al settore del Lusso che impone come il nuovo paradigma per lo sviluppo economico sostenibile e richiede una profonda sinergia e una convergenza di intenti tra attori istituzionali, imprese, terzo settore e cittadinanza”.
Un secondo tema emerso ha riguardato le azioni messe in campo dalle aziende. “Le nostre basi rigenerate contribuiscono in modo importante alla sostenibilità del settore dei lubrificanti, della mobilità e dell’industria in generale – afferma Marco Codognola, Direttore Generale Viscolube – e viviamo questo ruolo con grande senso di responsabilità, essendo presenti anche nelle fasi di raccolta e gestione di molte tipologie di rifiuti industriali, dove, come nella rigenerazione degli oli esausti, cerchiamo di massimizzare il recupero e lo sviluppo di tecnologie all’avanguardia per rigenerare e rendere disponibili alla società nuove risorse”. “E’ possibile pensare alle infrastrutture nell’ambito dell’economia circolare? E come possono le aziende che operano nel settore delle risorse naturali inserirsi in questo contesto? Sono alcune delle domande alle quali Golder sta cercando di rispondere nell’ambito delle sue attività di ingegneria e consulenza”, dichiara Roberto Mezzalama - Global ESIA Network Leader presso Golder Associates. Anche il fine ciclo del prodotto è parte integrante dell’economia circolare. “Forse una strada per l’economia circolare sta proprio nel soddisfare i bisogni con prodotti/soluzioni che evitino la produzione e proliferazione eccessiva di rifiuti”, sostiene Lorenzo Sarvello, Managing Director di BRITA.
Infine, dalla tavola rotonda è emersa anche l’importanza del tema reputazionale. “Per il Mercato Imprese di Bnl – Gruppo Bnp Paribas, i modelli di business ispirati all’economia circolare assicurano un profilo reputazionale coerente con i Valori del nostro Gruppo”, specifica Massimo Marenghi, Vice Direttore Regionale Imprese della Regione Lombardia per Bnl – Gruppo Bnp Paribas.
Gaetano Aiello, Presidente AIDEA Accademia Italiana di Economia Aziendale ha ricordato che “l’economia circolare consentirà alle imprese di realizzare investimenti i cui rendimenti non saranno meno rilevanti di quelli ottenuti attraverso le tecnologie ICT; insomma, assisteremo ad un circular disruption non meno potente della digital disruption e, come docenti di discipline aziendalistiche, dovremo rispondere innovando i nostri saperi ed i nostri metodi di insegnamento”. “L’economia circolare è una direzione oggi necessaria per lo sviluppo della nostra economia. Essa produce vantaggi per la competitività delle aziende e per il loro approccio al mercato, ma anche per i dipendenti…” ha concluso Franco Terlizzese, Direttore Generale per la sicurezza anche ambientale delle attività minerarie ed energetiche del Ministero dello Sviluppo Economico.

Programma del convegno