Collaborazioni e accordi per l’incremento della sicurezza offshore
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A valle della crescente rilevanza e del forte interesse nel panorama europeo e globale in merito alla questione della sicurezza delle attività offshore, rispetto alla quale La Direzione generale per le risorse minerarie ed energetiche è coinvolta anche mediante il recepimento della Direttiva sulla sicurezza delle operazioni in mare (Direttiva 2013/30/UE recentemente recepita con Decreto Legislativo 18 agosto 2015, n.145) si è ritenuto strategico avviare una serie di collaborazioni con università, enti di ricerca ed altre amministrazioni al fine di raggiungere importanti obiettivi individuati per l’incremento della sicurezza degli impianti offshore.
La sottoscrizione di questi accordi è resa possibile grazie alle risorse messe a disposizione dall’attuazione dell’articolo 35 del Decreto Legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito con modificazioni dalla Legge 7 agosto 2012, n.134, che ha aumentato l’importo delle royalties corrisposte dai titolari delle concessioni di coltivazione in mare (Articolo 19 del Decreto Legislativo 25 novembre 1996, n.625).

Di seguito si riporta l’elenco degli obiettivi, che si vogliono raggiungere grazie alle competenze tecniche degli enti coinvolti negli accordi:

  1. Individuare un indicatore, basato su un idoneo paniere di parametri misurabili, per la valutazione della variazione del livello di sicurezza degli impianti rispetto allo stato attuale e l’identificazione degli elementi critici
  2. Applicare un sistema integrato navale–aereo–satellitare per il monitoraggio giornaliero dello stato delle acque in adriatico, in coordinamento con MATTM
  3. Verifica stato sealines di trasporto gas in adriatico e di trasporto olio
  4. Verifica stato strutture metalliche delle piattaforme
  5. Monitoraggio delle attività a mare. Verifiche attività degli impianti di perforazione e sistemi di registrazione parametri perforazione
  6. Valutazione della pericolosità sismica (inclusa la sismicità indotta) delle attuali piattaforme in base alla loro posizione rispetto a strutture tettoniche e alle pressioni in gioco
  7. Messa a punto di studi di fattibilità per il monitoraggio sismico e delle deformazioni del suolo
  8. Verifica quadro emissivo attuale degli impianti e previsione impatto al 2020 (SEN); studio degli effetti ambientali e della dinamica di dispersione di inquinanti in mare
  9. Studio degli effetti ambientali delle operazioni e degli incidenti NaTech
  10. Ricognizione e raccolta di informazioni riguardanti le attività delle istituzioni italiane utili per incrementare i livelli di sicurezza offshore e relative banche dati
  11. Studi delle condizioni geologiche e stratigrafiche delle nuove zone marine aperte alla ricerca e coltivazione degli idrocarburi
  12. Ottimizzazione energetica degli impianti offshore anche con l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili
  13. Studio degli scenari incidentali degli impianti a mare per la individuazione dei rischi da considerare nella relazione grandi rischi per gli impianti di produzione e di perforazione (Direttiva 2013/30/UE, art.12 e 13; Allegati I e III), e delle relative azioni di mitigazione
  14. Studio delle procedure operative per i controlli e per la valutazione delle relazioni grandi rischi di cui al punto 13 (All.IV e VI direttiva)
  15. Mappatura della normativa europea e internazionale relativa alla piattaforma continentale degli stati costieri, all’utilizzo delle risorse minerarie e allo sviluppo congiunto nonché ai rapporti transfrontalieri
  16. Analisi delle Best Practices e casi pregressi per la soluzione delle problematiche economiche, finanziarie e giuridiche derivanti da incidenti negli impianti offshore, anche a carattere transfrontaliero. Studio e valutazione degli strumenti adottati per la copertura della Corporate Social Responsability delle imprese
  17. Analisi giuridica ed economica della possibile riconversione delle piattaforme di produzione offshore per altri usi energetici, quali ad esempio la produzione di energia da fonti rinnovabili e l’istallazione di depositi per l’attività di loading e reloading di GNL

Attualmente si contano 10 accordi di cui 3 Università, 5 enti di ricerca, e 2 amministrazioni dello Stato: