Parere n. 9231 del 16 giugno 2010
Assoggettabilità alle previsioni di legge sulle attività estrattive del materiale di cava associato a minerale di I categoria nell'ambito di una concessione mineraria
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Ministero dello sviluppo economico
Direzione Generale per le risorse minerarie ed energetiche
Divisione VIII

Alla Regione Lazio - Dipartimento Economico Occupazionale
Direzione Regionale Attività Produttive
Area 04 – Ispettorato di Polizia Mineraria e Energia
Via C. Colombo 212
00147 ROMA

Oggetto: Materiale di cava associato a materiale di I categoria nell’ambito di una concessione mineraria - parere.

In riferimento alla Vs. lettera del 20 maggio 2010, protocollo 89028, con la quale si chiede a questa Direzione Generale un parere in merito alla assoggettabilità del materiale di cava associato a minerale di I categoria, alle previsioni di legge sulle attività estrattive di cava, occorre rilevare che:
1) l’articolo 24 del Regio Decreto 29 luglio 1927, n.1443 attribuisce al concessionario il diritto di disporre delle sostanze minerali che sono associate a quelle formanti oggetto della concessione. Occorre richiamare altresì il parere espresso sul tema dal Consiglio Superiore delle Miniere, 23 settembre 1972, nel quale:
a. ove si ponga in rapporto di associazione un minerale di cava con quello oggetto di concessione mineraria anche il primo viene considerato minerale associato ai sensi e per gli effetti dell’art. 24;
b. il rapporto di associazione sussista anche fra le sostanze che pur non essendo commiste fisicamente con quelle oggetto di concessione, non possono per contiguità o dislocazione essere coltivate separatamente, in quanto l’abbattimento della sostanza oggetto di concessione, coinvolge necessariamente l’abbattimento delle sostanze associate;
c. il proprietario del terreno è estraneo alla vicenda della coltivazione del minerale associato di cava, in quanto – proprio in ragione del rapporto di associazione – non è configurabile un autonomo sfruttamento da parte del proprietario del suolo.
2) Fattore discriminante è il rapporto di associazione fra sostanze minerali diverse che devono presentarsi unite e commiste in modo tale da non poter essere oggetto di estrazione separata. L’associazione si compie in quanto unione tra minerali oggetto di coltivazione, sin dall’origine.
3) L’articolo 14, comma 2 del sopra richiamato RD 1443/27, prevede che possono formare oggetto di concessione i giacimenti dei quali l’Amministrazione abbia riconosciuta l’esistenza e la coltivabilità. Pertanto sarà il progetto di coltivazione, attentamente valutato dall’Amministrazione competente che dichiarerà l’esistenza e la fattibilità tecnico economica dell’iniziativa di coltivazione del minerale di I categoria e dei suoi associati ed il conseguente rilascio del titolo di legittimazione mineraria sancirà l’inclusione del giacimento nella competenza dell’attività estrattiva in regime di concessione mineraria e non dell’attività estrattiva di cava.
4) Sarà il piano di coltivazione mineraria correlato con quello di recupero ambientale e di gestione dei rifiuti di estrazione (ex dlgs 117/2008) previsti per il sito minerario, l’aspetto progettuale intorno a cui ruotano e trovano soluzione tutte le problematiche relative ai materiali estratti e prodotti nel sito estrattivo, cioè: materiali di miniera e di cava (principali, secondari, associati …), sottoprodotti, materiali di sfrido o residuali, sterili, terreno vegetale ecc. e rifiuti di estrazione.

Premesso quanto sopra si ritiene che:
a) L’Amministrazione competente, nel caso in parola la Regione, nell’atto del rilascio del titolo minerario per la coltivazione di materiali di I categoria, abbia valutato il progetto minerario nel suo insieme di fattibilità tecnica economica comprensiva dell’eventuale ristoro per la commercializzazione dei prodotti associati.
b) I minerali associati, oltre quanto indicato ai punti 1 e 2, dovranno rappresentare solo una parte degli introiti economici dell’attività estrattiva. Tali importi dovuti ai minerali associati peraltro non dovranno rappresentare una autonoma fattibilità tecnico economica per una eventuale estrazione dei soli minerali considerati associati onde evitare una elusione della norma.
c) Nel rispetto di quanto sopra esposto:
a. l’ambito di applicazione è quello minerario di I categoria per il quale la legge mineraria fissa un diritto proporzionale in rapporto alla superficie del titolo di legittimazione (canone di concessione) e che tale diritto proporzionale copre sia la coltivazione del minerale di I categoria, sia quello associato di II categoria;
b. Non trovano pertanto applicazione le previsioni della norma regionale in materia di cave per il minerale associato.

Tuttavia occorre infine richiamare che è facoltà della Regione di modificare sia i criteri di determinazione dei diritti proporzionali che l’entità degli stessi, ma solo attraverso un provvedimento legislativo in materia mineraria per la coltivazione dei minerali di I categoria.

ROMA 16 giugno 2010

Il Direttore Generale: TERLIZZESE