La sfida delle materie prime
Può l’industria del riciclo ridurre i rischi di approvvigionamento?
Roma, 24 Ottobre 2013.
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Il 24 ottobre si è svolto il meeting "La sfida delle materie prime: può l’industria del riciclo ridurre i rischi di approvvigionamento?", organizzato da Remedia (Consorzio Nazionale per la gestione di tutte le categorie di Rifiuti Tecnologici) e dalla Fondazione Sviluppo Sostenibile.
L’economia europea è ampiamente e forse rischiosamente dipendente dall’ importazione di materie prime, anche strategiche. Solo una percentuale esigua di esse viene infatti estratta e riciclata all’interno dei Paesi dell’Unione. Al fine di garantire un approvvigionamento sostenibile, l'Europa si trova quindi ad affrontare una serie di sfide lungo l'intera filiera delle materie prime che va dall’esplorazione, fino al loro riciclo. L’obiettivo italiano e più in generale della strategia europea, che si sta certamente tracciando con sempre maggiore chiarezza in questi ultimi anni, è quindi quello di ridurre la dipendenza dalle importazioni e promuovere la produzione di materie prime anche allo scopo di migliorare le condizioni di offerta dalla stessa UE e migliorare l’efficienza delle risorse. Lo Strategic Implementation Plan in fase avanzata di stesura da parte dell’European Innovation Partnership on Raw Materials affronta le azioni necessarie per il raggiungimento degli obiettivi citati e di molti altri tra cui la revisione della normativa del settore estrattivo dei minerali solidi non energetici ed il dialogo politico tra i paesi dell’Unione.
La Direzione Generale per le Risorse Minerarie ed Energetiche ha partecipato ai lavori con l’intervento del Direttore Generale ing. Franco Terlizzese il quale ha affermato che in particolare le Terre Rare, riciclabili dai RAEE, costituiscono certamente una grande possibilità che il nostro Paese può cogliere sia dal punto di vista ambientale, per le ricadute positive sulla mitigazione degli impatti e sull’inquinamento, sia dal punto di vista sociale, per la possibile creazione di nuovi posti di lavoro legati allo sviluppo delle attività di riciclo. Il tema dell’“Urban Mining” risulta quindi di importanza strategica per agganciare il treno dell’Europa. Egli ha evidenziato inoltre che la Direzione Generale è impegnata anche nella collaborazione con il Laboratorio Materie Prime, per incentivare le attività di ricerca per lo sviluppo sostenibile nel comparto estrattivo dei minerali solidi non energetici per la crescita sociale ed economica dei territori, nell’iniziativa “European Innovation Partnership on Raw Materials” e soprattutto nel percorso di confronto con le Regioni per intraprendere una profonda condivisione dei pilastri europei e per adottare una politica nazionale sulle materie prime, anche quelle critiche, una strategia nazionale anche in questo settore come recentemente fatto in quello energetico, che producano un ammodernamento normativo e garantiscano al Paese una continuità nell’approvvigionamento, nel riciclo e nella loro sostituzione, secondo i criteri improntati allo sviluppo sostenibile, alla tutela ambientale, così come ci viene richiesto dall’Unione Europea.

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