La metanizzazione nel Mezzogiorno d'Italia
Cenni storici ed informazioni sul programma di metanizzazione del Mezzogiorno
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Il programma generale di metanizzazione del Mezzogiorno

Alla prima fase attuativa del programma di metanizzazione (anni 1980-1987) fece seguito una fase più generale e dettagliata (c.d. “Programma generale”) comprendente quasi tutti i comuni del Mezzogiorno che erano rimasti esclusi dalla prima tornata di finanziamenti (in numero pari a circa 1.700).
Per la metanizzazione di detti comuni fu programmata altresì la realizzazione di n. 174 adduttori o diramazioni secondarie o collegamenti a bacini di utenza, funzionali alla costruzione delle reti.
Con la delibera dell’11 febbraio 1988 il CIPE, oltre a ribadire e laddove necessario a modificare le disposizioni precedentemente impartite, pubblicò l’elenco completo dei comuni aventi diritto alle agevolazioni finanziarie, fissò tempi e modalità per la presentazione dei progetti e, soprattutto, stabilì che all’attuazione del Programma generale si procedesse attraverso due successive fasi : una prima fase definita “Triennio Operativo” ed una seconda e successiva fase denominata “Biennio Operativo” (ancora in corso di completamento) che sarebbe stata avviata solo a conclusione della prima.
Nei programmi del Governo nazionale la completa metanizzazione del Mezzogiorno si sarebbe dovuta concretizzare in un quinquennio, fatti salvi i successivi tempi per la realizzazione dei lavori.
Tale imponente ed ambizioso progetto ha subito però notevoli ritardi, soprattutto a causa del progressivo deterioramento della situazione economica generale del Paese che ha costretto lo Stato a limitare sensibilmente l’entità degli stanziamenti che di volta in volta – attraverso le varie leggi finanziarie – venivano disposti in favore della prosecuzione del Programma, fino ad azzerarli del tutto a partire dal 2004.
Inoltre la Comunità Europea – che sin dal 1980 aveva sostenuto il piano del Governo attraverso il cofinanziamento del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (F.E.S.R.) – a partire dal 2000, ha escluso la metanizzazione dalle attività cofinanziabili nell’ambito del Quadro Comunitario di Sostegno (Q.C.S) 2000-2006, obbligando lo Stato Italiano ad aumentare il livello di contribuzione nazionale così da renderlo più oneroso che nel passato.