Cos'è lo stoccaggio di gas naturale
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Per stoccaggio si intende il deposito in strutture del sottosuolo del gas naturale prelevato dalla rete di trasporto nazionale e successivamente reimmesso nella rete in funzione delle richieste del mercato.
Lo stoccaggio di gas naturale in sotterraneo è finalizzato infatti a soddisfare diverse esigenze:

I componenti principali di un sito di stoccaggio sono: il giacimento, la centrale di stoccaggio con gli impianti di compressione e trattamento e i pozzi.

Il giacimento è la struttura geologica sotterranea in cui viene stipato il gas prelevato dalla rete nazionale e prodotto anche a grandi distanze. Per mezzo della centrale di stoccaggio il gas si muove tra la Rete di Trasporto Nazionale (RTN) e il giacimento; nella centrale sono allocate tutte le apparecchiature necessarie all’iniezione, all’erogazione e al trattamento del gas. I pozzi sono le strutture che collegano il giacimento con gli impianti di superficie mentre un insieme di tubazioni permette il trasporto del gas tra i pozzi e la centrale, e tra la centrale e la RTN. Tutti gli impianti possono essere gestiti anche da remoto tramite il sistema di telecontrollo.
Generalmente, nella stagione estiva viene riempito il giacimento mentre, durante i mesi invernali, è preponderante la fase di erogazione alla rete nazionale.



Figura 1 - Schema generale sito di stoccaggio
(Fonte Stogit S.p.A.)

La storia: le prime prove di stoccaggio di gas in Italia risalgono al 1964 effettuate dall’Agip nel giacimento di Cortemaggiore, già sfruttato minerariamente per la produzione di gas. Negli anni successivi, di fronte alle necessità di produzione e di mercato, l’Agip converte allo stoccaggio altri tre giacimenti (Sergnano, Brugherio e Ripalta), tutti in territorio lombardo. Ma l’aspetto strategico dello stoccaggio del gas naturale, ovvero come efficace strumento per fronteggiare eventuali difficoltà di approvvigionamento, viene pienamente compreso solo nei primi anni ’70. Nasce così un programma di potenziamento che si concretizza con la realizzazione di ulteriori 70 pozzi nei siti di stoccaggio già esistenti, nonché con la conversione di altri quattro giacimenti (Minerbio e Sabbioncello situati in Emilia Romagna, S. Salvo in Abruzzo, e Settala, ancora in Lombardia).
Nel 1984 anche Edison dà il via alle attività di stoccaggio nella sua prima concessione situata in Abruzzo (Cellino Stoccaggio), alla quale, circa dieci anni più tardi, si aggiunge una seconda in Veneto (Collato Stoccaggio).

Situazione attuale e sviluppi futuri: nel 2001 e nel 2006 sono stati selezionati e messi a disposizione degli operatori ulteriori siti di stoccaggio. Sono in corso di realizzazione 3 nuovi impianti di stoccaggio (“S.Potito e Cotignola stoccaggio”, Edison stoccaggio, in Emilia Romagna; “Cornegliano stoccaggio”, Italgas Storage in Lombardia e “Bordolano stoccaggio”, Stogit anche questo in Lombardia). Una nuova concessione è stata rilasciata nell’agosto del 2012 (“Cugno Le Macine stoccaggio” in Basilicata, Geogastock)

La normativa: la prima norma di settore è la Legge 26 aprile 1974, n. 170, integrata e modificata nel 2000 dal Decreto Legislativo 23 maggio 2000, n. 164 ("Decreto Letta") di attuazione delle norme comunitarie di liberalizzazione del mercato del gas.
A partire dal 1° gennaio 2002, è stata imposta la separazione societaria delle attività di stoccaggio da tutte le altre attività della filiera del gas naturale, eccezion fatta per la contabilità e gestione nell'ambito del trasporto e dispacciamento. Ne consegue la nascita, di lì a poco, di due nuove società, Stoccaggi Gas Italia (Stogit) con il conferimento dei rami d’azienda da parte di Eni e di Snam, e, all’interno del gruppo Edison, di Edison T&S, successivamente rinominata Edison Stoccaggio.

Lo stoccaggio è una attività mineraria soggetta a concessione. Le modalità per il conferimento delle concessioni e per lo svolgimento delle attività di stoccaggio, sono state recentemente aggiornate con Decreto Ministeriale 21 gennaio 2011. Il successivo Decreto Direttoriale 4 febbraio 2011 ha stabilito le relative procedure operative definendo, tra l’altro, l’iter di rilascio di una concessione di stoccaggio. La successiva Circolare Ministeriale 15 luglio 2011 ha esplicitato le modalità di attuazione di alcune disposizioni del decreto direttoriale, con particolare riferimento agli adempimenti di competenza degli Uffici territoriali UNMIG della Direzione generale per le risorse minerarie ed energetiche.
La concessione di stoccaggio è conferita, ai sensi dell’articolo 11, comma 1 del decreto legislativo n. 164/2000, con decreto del Ministero dello sviluppo economico d'intesa, per le concessioni di stoccaggio in terraferma, con la Regione interessata, previa acquisizione del decreto favorevole di compatibilità ambientale rilasciato dal Ministero dell’ambiente di concerto con il Ministero dei beni culturali. Il procedimento unico per il rilascio della concessione è svolto nel rispetto dei principi di semplificazione e con le modalità di cui alla legge n. 241/90.
La durata della concessione è regolata dal D.L. 179 del 18/10/2012 (convertito con modificazioni con la L. 221 del 17/12/2012,) il quale all’Art. 34, comma 18, stabilisce che le concessioni di stoccaggio di gas naturale hanno una durata di trenta anni, prorogabile non più di una volta e per dieci anni. La modifica normativa rimodula la disciplina delle concessioni di stoccaggio che prevedeva il rilascio di titoli con durata di 20 anni con possibilità di due proroghe decennali. La norma non impatta sulle concessioni di stoccaggio rilasciate prima dell’entrata in vigore del D.Lgs. 625 /96, che attualmente sono ancora nel primo periodo di vigenza a 30 anni, secondo quanto previsto dalla disciplina di stoccaggio contenuta nella L. 170 /1974.
Ai procedimenti avviati prima della legge n.99/2009, si applicano le disposizioni previste dal combinato disposto dalla legge 340/2000 e dall’art. 1, comma 60 della legge 239/2004: la concessione è rilasciata dal Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’ambiente e d’intesa con la regione interessata.
Il D.L. 83 del 22/6/2012 (convertito con modificazioni dalla L.134 del 7/8/2012) all’art.38 stabilisce che in caso di mancata espressione da parte delle amministrazioni regionali degli atti di assenso o di intesa, entro il termine di 150 giorni dalla richiesta nonché nel caso di mancata definizione dell’ Intesa, il MiSE invita le medesime a provvedere entro un termine non superiore a 30 giorni. In caso di ulteriore inerzia da parte delle amministrazioni regionali interessate, lo stesso Ministero rimette gli atti alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, la quale, entro 60 giorni dalla rimessione, provvede in merito con la partecipazione della regione interessata
Iter per il conferimento di una concessione di stoccaggio di gas naturale

L’applicazione coordinata delle norme di sicurezza mineraria (di competenza dei tecnici del Ministero dello sviluppo economico) e della normativa “Seveso”, relativa al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti (di competenza dei Comitati Tecnici Regionali - CTR - presieduti dai Comandanti regionali dei Vigili del Fuoco), garantiscono i più alti livelli di sicurezza per i lavoratori e la popolazione. In particolare l’esame del progetto da parte del CTR, finalizzato alla identificazione e quantificazione del rischio, permette per ogni impianto la definizione e l’applicazione di programmi di prevenzione e protezione della popolazione.

La partecipazione del territorio alla formazione dei processi decisionali che portano al rilascio della concessione e all’esercizio degli impianti si realizza in molteplici momenti e con diverse modalità nel corso di tutto l’iter istruttorio. In particolare:

Gli stoccaggi sotterranei di gas naturale possono essere realizzati in diversi tipi di strutture, e precisamente:

In ogni giacimento di stoccaggio si possono distinguere due volumi principali di gas:

Una parte del working gas deve essere mantenuto in giacimento per garantire la riserva strategica (attualmente 4.600 milioni di metricubi). L’utilizzo di tali quantitativi di gas è disposto con apposito decreto dal Ministero dello sviluppo economico Decreto Ministeriale 29 marzo 2012.

Attualmente in Italia sono in attività dieci siti di stoccaggio, tutti realizzati in corrispondenza di giacimenti a gas esauriti.
La capacità di stoccaggio di gas naturale al 31 dicembre 2012 è pari a 16.430 milioni di standard metri cubi (MSmc), di cui 4.600 MSmc riservato allo stoccaggio strategico.

Misure compensative per il mancato uso alternativo del territorio e di riequilibrio ambientale sono previste per i territori su cui sono presenti impianti di stoccaggio. L’obbligo a corrispondere un contributo compensativo per il mancato uso alternativo del territorio è stato introdotto dalla legge finanziaria 2008. Come ulteriore forma di compensazione, gli Enti locali si possono avvalere del diritto, previsto dalla legge 239/2004, di stipulare accordi con gli operatori per la realizzazione di misure di riequilibrio ambientale.

La Direzione generale per le risorse minerarie ed energetiche mette a disposizione degli utenti alcune banche dati consultabili on-line riguardanti l’attività di stoccaggio di gas naturale:


Bibliografia

Riferimenti normativi